In ritardo rispetto al solito ecco le scoperte di dicembre.
L'artista illustratore JP Kalonji (qui il suo blog su tumblr), svizzero di Ginevra, ha lavorato per la Dark Horse ma anche per la Crocerossa e per l'organizzazione delle olimpiadi di Londra 2012. Lavora con diversi media, anche digitali, ma io amo i suoi acquerelli e disegni con Caran D'Ache e carboncini.
Lo scorso weekend sono stata come ogni anno alla meravigliosa convention Lucca Comics and Games. Quest'anno l'evento era perfino più popolato del solito, pare ci siano state qualcosa come 180.000 visite, eventi speciali, la sezione Assassin's Creed e vari nuovi padiglioni espositivi.
Ne riporto qualche spunto a livello di illustratori e illustratrici incredibili.
Sara Pichelli ha disegnato il personaggio del manifesto della convention di quest'anno, eccola all'opera su una versione femminile di Loki:
Chris Ayers era ospite con una bella mostra, il suo "Daily Zoo".
Dopo aver lavorato come character designer e concept artist per progetti come Men in Black II e I Fantastici Quattro, Chris si ritrova costretto a lunghe degenze in ospedale per una leucemia. Oltre alle cure si dedica al disegno: “Un disegno al giorno toglie il medico di torno”. Nasce così il Daily Zoo.
Ana Juan, oltre ad avere un sito bellissimo, è un'illustratrice emergente che ho avuto il piacere di conoscere al LuccaComics presso lo stand Logosedizioni. Autrice anche di copertine per il New Yorker, ha uno stile nebuloso e dark e molto adatto alle favole amare che illustra. Ho comprato, ottenendo anche disegno e dedica, Circus e L'Isola, entrambi nelle ottime edizioni Illustrati di Logos (anche se la font con cui sono stampati i testi lascia parecchio a desiderare...).
Innanzitutto un piacevole deja vù, sia verso i Nightwish, nei quali torno finalmente ad identificarmi dopo i dubbi che aveva sollevato in me Dark Passion Play, sia verso l'infanzia.
Vorrei dire che i Nightwish di Once, per dirne una, sono stati l'adolescente, il tormento e la poesia di un'idea. Quelli di Imaginaerum sono il giovane che guarda con desiderio e riconoscenza alle fiabe dell'infanzia, l'adulto che finalmente sicuro di sé può rievocare i propri sogni e tornare a giocare.
Evocano colori freddi e caldi insieme, un misto di sbiadito e vivido.
Una custom palette di Mac e il rossetto Kontrol di Illamasqua.
Evocano un viaggio avventuroso come quello de Il Maestro e Margherita di Bulgakov (probabilmente il mio romanzo preferito), la riflessione adulta di Goethe, di Montale o di Whitman.
Un po' in ritardo sulla tabella di marcia, dato che Halloween è passato da qualche giorno, vi propongo un trucco stupendo, dai sapori tanto goth quanto carnevaleschi, molto apprezzato in questo momento.
Lo Sugar Skull - Teschio di Zucchero - rappresenta la celebrazione della morte e della rinascita.
Il teschio, nella cultura occidentale simbolo horror di qualcosa di oscuro e di malvagio, nella cultura messicana invece fiorisce, e si arricchisce di colori e di forme, per ricordarci che il nostro scheletro non è solo qualcosa di spaventoso, ma è parte di noi ed esorcizza l'esperienza della morte come rinascita in una nuova vita e come qualcosa di naturale, che fa parte della nostra esistenza.
Anche la bellissima Simone Simons, voce degli Epica, ne è rimasta affascinata e ha deciso celebrare la festa messicana, molto simile alla gemella americana, "Dìa de Muertos" (Giorno dei Morti), truccando il suo viso con questa maschera-disegno.
Dal suo blog Smoon'Style:
Un'altra estimatrice di questo trucco, molto apprezzata in questo momento, è la pittrice low browSylvia Ji.
Si raffigura spesso nei suoi lavori con questa maschera, che completa il quadro delle sue donne lussuriose, rosse come la passione e oscure al tempo stesso, inserite in spazi irreali e fantasiosi.
Vi lascio qualcuno dei suoi bellissimi lavori e un tutorial (consigliato alle utenti più esperte) per creare questo stupendo make-up.
Mentre il nostro piccolo metal-sinfonico mondo vibra alle note dell'anteprima mattutina di Storytime, primo singolo da Imaginaerum dei Nightwish, ho pensato di provare a cercare qualche spunto per riprendere il makeup che abbiamo visto ad Anette nelle foto promozionali.
Nella sua presentazione sul suo sito, Cagliostrino, leggiamo che per Serena
La mia “vena artistica” è solo desiderio di fuga, i miei personaggi materiali sono solo fuggiaschi clandestini del mondo della mia fantasia che sono riusciti ad oltrepassare il confine e giungere fin qua, nella realtà (alla faccia di chi dice che i sogni sono impalpabili).
Qui invece le informazioni sul recente libro di Serena, "Dolcemente tenebroso", e qui sotto il video di presentazione.