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domenica 13 novembre 2011

Smell it black

I colori sono anche una faccenda di naso. In particolare, ovviamente, il nostro amato nero, un colore/non colore che esercita il suo fascino su tutti, sui frequentatori di questo blog in modo particolare.
Quindi, anche quando è il naso a guidarci, nella scelta di un profumo per esempio, di certo non sfugge del tutto il nome che a questa o quell'esperienza olfattiva è stato dato.

Mi è venuto in mente così di fare una piccola ricerca sui nomi dei profumi attualmente in commercio, tralasciando quelli esplicitamente goth o dark prodotti da brands underground, e limitando il campo a tutto quello che ha una qualche traduzione di "nero" nel proprio nome. Ho tralasciato i doppioni, le nuove edizioni o nuove versioni di profumi già esistenti. La lista comunque non è di certo completa, immagino.
Et voilà.

  • Basic Black by Bill Blass Perfume for Women
  • Black Cashmere by Donna Karan Perfume for Women
  • Black Jeans by Gianni Versace Cologne for Men
  • Black Pearls by Elizabeth Taylor Perfume for Women
  • Cuba Black by Cologne for Men
  • Or Noir by Pascal Morabito Perfume for Women
  • Rose Noire by Giorgio Valenti Perfume for Women
  • Black by Kenneth Cole
  • Jasmin Noir by Bulgari
  • Encre Noire by Lalique
  • Rose Noire by Giorgio Valenti
  • Drakkar Noir by Guy Larouche
  • L'eau d'Issey Noir Absolu by Issey Miyake
  • Narcisse Noir by Caron
  • Sexy Little Things Noir by Victoria's Secret
  • Crystal Noir by Versace
  • Magie Noire by Lancome
  • St Dupont Noir by St Dupont
  • Black Orchid by Tom Ford
  • Black by Bulgari
  • Black is Black by Nu Parfumes
  • English Leather Black by Dana
  • 1881 Black by Nino Cerruti
  • Watt Black by Cofinluxe
  • Black Sun by Salvador Dali
  • Black XS by Paco Rabanne
  • Black by Pierre Cardin
  • Black Knight Classic by Marquise Letellier
  • Black Soul by Ted Lapidus
  • Arsenal Black by Gilles Cantuel

Vorrei specificare che non ho provato tutti questi profumi, ho compilato l'elenco esclusivamente in base al nome senza voler esprimere alcun giudizio qualitativo. 
Per quanto riguarda invece quelli che ho provato personalmente, Jasmin Noir di Bulgari è molto dolce e forte, forse indicato per le fantomatiche donne mature, e per quanto mi piaccia molto il gelsomino questo bouquet non fa per me. Black by Kenneth Cole è invece il profumo che sto usando attualmente, anche questo contiene la nota di gelsomino insieme ad altri fiori, la fragranza è resa però più secca e leggera da sandalo e muschio in sottofondo. Infine Encre Noir di Lalique, nella sua versione maschile indossata da un amico l'ho trovata molto adulta, un po' troppo pesante forse per una persona giovane, anche se la nota di cipresso è molto affascinante...

giovedì 10 novembre 2011

Teschi di zucchero - Sugar skull

Un po' in ritardo sulla tabella di marcia, dato che Halloween è passato da qualche giorno, vi propongo un trucco stupendo, dai sapori tanto goth quanto carnevaleschi, molto apprezzato in questo momento.

Lo Sugar Skull - Teschio di Zucchero - rappresenta la celebrazione della morte e della rinascita.
Il teschio, nella cultura occidentale simbolo horror di qualcosa di oscuro e di malvagio, nella cultura messicana invece fiorisce, e si arricchisce di colori e di forme, per ricordarci che il nostro scheletro non è solo qualcosa di spaventoso, ma è parte di noi ed esorcizza l'esperienza della morte come rinascita in una nuova vita e come qualcosa di naturale, che fa parte della nostra esistenza.




Anche la bellissima Simone Simons, voce degli Epica, ne è rimasta affascinata e ha deciso celebrare la festa messicana, molto simile alla gemella americana, "Dìa de Muertos" (Giorno dei Morti), truccando il suo viso con questa maschera-disegno.
Dal suo blog Smoon'Style:

© Smoon'Style

© Smoon'Style

© Smoon'Style
Un'altra estimatrice di questo trucco, molto apprezzata in questo momento, è la pittrice low brow Sylvia Ji.
Si raffigura spesso nei suoi lavori con questa maschera, che completa il quadro delle sue donne lussuriose, rosse come la passione e oscure al tempo stesso, inserite in spazi irreali e fantasiosi.

Vi lascio qualcuno dei suoi bellissimi lavori e un tutorial (consigliato alle utenti più esperte) per creare questo stupendo make-up.

A presto!

© Sylvia Ji
© Sylvia Ji

© Sylvia Ji


© Sylvia Ji



lunedì 7 novembre 2011

Make up Imaginaerum

Mentre il nostro piccolo metal-sinfonico mondo vibra alle note dell'anteprima mattutina di Storytime, primo singolo da Imaginaerum dei Nightwish, ho pensato di provare a cercare qualche spunto per riprendere il makeup che abbiamo visto ad Anette nelle foto promozionali. 

© Nightwish


Direi che lo stile è legato al mondo cabaret/burlesque più che a quello dark metal.
Eccovi un paio di spunti.
 









(l'accento russo di MasqueradeMakeup mi fa impazzire ^_^)

Cagliostrino - le bambole che avremmo voluto


Lo stand al Luccacomics.
©Mariachiara Tirinzoni

Di ritorno ormai da qualche giorno dal LuccaComicsandGames 2011 vorrei parlare di alcune delle scoperte di quest'anno.

©Mariachiara Tirinzoni

La prima è il fantastico lavoro di Serena Pieruccini, creatrice di burattini e storie "dolcemente tenebrose".
Trovate una reel dei suoi lavori qui.
Nella sua presentazione sul suo sito, Cagliostrino, leggiamo che per Serena 

La mia “vena artistica” è solo desiderio di fuga, i miei personaggi materiali sono solo fuggiaschi clandestini del mondo della mia fantasia che sono riusciti ad oltrepassare il confine e giungere fin qua, nella realtà (alla faccia di chi dice che i sogni sono impalpabili). 

Qui invece le informazioni sul recente libro di Serena, "Dolcemente tenebroso", e qui sotto il video di presentazione.


©Serena Pieruccini





venerdì 4 novembre 2011

Illamasqua

© Mariachiara Tirinzoni

Festeggia in questi giorni il terzo compleanno Illamasqua, brand britannico di makeup che sta avendo sempre più successo on e off line.
© Mariachiara Tirinzoni
Dietro allo slogan "War paint against mediocrity" ("pittura di guerra contro la mediocrità") si nasconde un range di prodotti per i quali la sottoscritta si è appositamente recata in quel di Londra (spettacolare negozio in una traversa di Carnaby street, e altrettanto spettacolare makeup artist/commesso/a dal sesso indefinibile). La qualità dei prodotti è alta (alcuni sono anche senza siliconi e adatti a vegan), i colori affascinanti e lontani dal quotidiano bonton di tante case cosmetiche, basti pensare che Illamasqua è stata forse la prima marca di alto livello a lanciare il rossetto blu (tonalità "Disciple").

© Illamasqua

Grande attenzione al naming dei prodotti, che va sempre a toccare toni gotici, dark e poetici (avete presente uscire con addosso il mascara "Nocturnal" e il rossetto "Growl"?) e all'art direction delle collezioni, una più bella dell'altra (la mia preferita resta The Art of Darkness, dell'inverno scorso), curate dalla direttrice creativa Alex Box. Anche senza acquistare nulla un giro sul loro sito e sul blog risulta una fonte di ispirazione non solo per il makeup.
Note negative: il costo molto alto dei prodotti, senza contare il cambio con la sterlina; l'impossibilità di toccare il tutto con mano dato che non esistono negozi in Italia (negli USA Illamasqua è venduto da Sephora, in EU e in particolare in Italia abbiamo solo un servizio online). Infine, personalmente, non ho trovato un gran prodotto gli ombretti in crema. Voto pieno invece ai gloss e alle polveri.
Però se qualcuno vorrà offrirmi una borsa di studio per comprare e analizzare anche gli altri prodotti ben venga...
 :-P

© Illamasqua

giovedì 3 novembre 2011

Tarja Turunen & Nordenfeldt

Inauguro il mio primo post con la cantante symphonic più amata, Tarja Turunen.

E' stata, infatti, appena annunciata la collaborazione con la griffe Nordenfeldt, che non solo le fornirà vestiti, accessori e calzature ma sta progettando anche un abito da palcoscenico esclusivo per l'artwork del prossimo album.

Aspettando le foto di questa collaborazione vi lascio con le promozionali della sua nuova fatica con gli Harus.

A presto!

© Eugenio Mazzinghi

Nordenfeldt's style

© Eugenio Mazzinghi




Via:
Tarja Turunen and Harus Official


mercoledì 2 novembre 2011

Lezioni da un costume di Hallowe'en

© Mariachiara Tirinzoni

   Leggo oggi questo interessante articolo sul New York Times.
Credo che per ognuno di noi, almeno tra coloro che si esprimono anche attraverso l'abbigliamento in modo consapevole (leggi: non limitandosi a indicazioni esterne, la "moda", ma usando gli abiti come parole di cui decidere la disposizione a seconda di come ci si sente), la riflessione di Sarah Manley valga la pena di essere presa in considerazione. 
   Qual è la differenza tra un vestito e un "costume"? Cosa significano le nostre scelte in quest'ambito così apparentemente superficiale? Perchè con i nostri abiti stiamo sempre dicendo qualcosa, cose diverse, e come nei dialoghi di parole a volte anche nei dialoghi di vestiario ci fraintendiamo.


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